Ciò rende la professione variata e anche impegnativa. Per questo la levatrice deve disporre di un vasto bagaglio di sapere, al quale potere attingere in qualsiasi momento. Generalmente la levatrice lavora in modo autonomo, deve però saper riconoscere immediatamente situazioni a rischio per richiedere l'intervento del medico con il quale, in caso di complicazioni, deve collaborare strettamente. E' perciò fondamentale che sappia mantenere la calma e la capacità decisionale anche sotto stress. Durante il parto la levatrice effettua vari controlli applicando sia le tecnologie più moderne sia l'antico sapere. Sorveglia ostantemente la salute della mamma e del nascituro. Crea
l'atmosfera di fiducia e informa man mano la donna e il suo compagno. Offre inoltre un sostegno psicologico, sostiene la donna durante le contrazioni e le trasmette la fiducia nelle proprie risorse.
La levatrice deve essere in grado di affrontare anche situazioni difficili. Può succedere che la donna sia in uno stato di squilibrio psichico, che il bambino nasca malformato o addirittura che muoia. Tutto ciò richiede doti psicologiche, pratiche, tecniche e grandi conoscenze specifiche. La levatrice deve sviluppare il giusto equilibrio tra coinvolgimento e distanza, così che possa elaborare determinati eventi. Oltre a queste attività svolge anche compiti amministrativi annessi (rapporti, trasmissione di documenti agli uffici competenti del comune, ecc.).
Origine: schede InfoProf, CSFO Berna